Crema protettiva ed eritema
La crema fotoprotettiva
La cute umana possiede meccanismi di difesa naturali nei confronti della radiazione
solare, i principali sono: ispessimento dell’epidermide e pigmentazione (abbronzatura).
Essi, tuttavia, impiegano alcuni giorni per diventare perfettamente
operativi; di conseguenza, un comportamento cauto nel corso dei primi 3-5 giorni
di esposizione al Sole consente, nella maggior parte delle persone di tipo mediterraneo
di ottenere una fotoprotezione adeguata.
Ci sono diversi standard di misurazione del fattore di protezione. Lo standard utilizzato
da HAPPYSUN per l’identificazione oggettiva del fattore di protezione è quello internazionale
COLIPA (vedi tabella).
Il fattore di protezione o Sun Protection Factor (SPF) di una crema corrisponde
al numero che si può leggere sulle confezioni di creme prodotte e commercializzate
in Europa dalle ditte che adottano lo standard COLIPA.
La seguente tabella (da UV-Index for the Public -- A guide for publication and interpretation
of solar UV Index forecasts for the public prepared by the Working Group 4 of the
COST-713 Action 'UVB Forecasting' © European Communities, 2000 ISBN 92 828 81542
3) dà una indicazione del valore del fattore di protezione a seconda del fototipo
e del livello di indice UV corrente.
| 1 - 3 | SPF 15 | SPF 12 | SPF 9 | SPF 6 |
| 4 - 6 | SPF 30 | SPF 25 | SPF 15 | SPF 12 |
| 7 - 9 | SPF 50 | SPF 40 | SPF 30 | SPF 20 |
| 10 + | SPF 60 | SPF 50 | SPF 40 | SPF 30 |
La crema fotoprotettiva deve essere applicata più volte ed in maniera uniforme su
tutte le zone fotoesposte: immersioni in acqua, sudorazione, contatto con stuoie
e lettini riducono drasticamente l’effetto protettivo.
Dopo l’applicazione della crema è bene non applicare altre sostanze, ad esempio
insettorepellenti, che potrebbero ridurne l’efficacia.
L'eritema solare
Per eritema si intende l’effetto di arrossamento che si verifica tipicamente
dopo le prime esposizioni al sole per le quali si è assunta una dose di energia
troppo elevata rispetto alle difese naturali della propria cute.
Si manifesta dopo circa 8-12 ore dal termine dell’esposizione con bruciore e talvolta
con edema (gonfiore) della parte.
Esposizioni particolarmente lunghe o intensità della radiazione solare particolarmente
elevate (come nei paesi tropicali o in alta montagna) possono provocare vere e proprie
ustioni con formazioni di vescicole e bolle seguite da erosioni.
I soggetti di fototipo I e II in genere sono quelli maggiormente predisposti a questo
tipo di disturbo.
Sei semplici regole per evitare il rischio di ustioni solari:
a) utilizzare il servizio di indice UV per conoscere il livello di pericolosità
della radiazione UV in un certo momento della giornata.
b) cominciare la stagione balneare esponendosi al sole gradualmente. Anche in questo
il servizio di HAPPYSUN può esservi di grande utilità.
c) ricordare che anche in acqua e sotto l’ombrellone si riceve una notevole quantità
di raggi UV
d) i soggetti più chiari dovrebbero sempre utilizzare creme fotoprotettive durante
i primi giorni di esposizione
e) evitare l’applicazione sulla pelle di cosmetici o sostanze profumate
f) ricordare che alcuni farmaci sia applicati localmente che assunti per via generale
possono agire da fotosensibilizzanti, cioè potenziare l’effetto eritemico dei raggi
solari (chiedere in questi casi sempre consiglio ad un medico)
I rimedi in caso di eritema solare sono diversi a seconda della gravità del fenomeno.
Oltre alla sospensione dell’esposizione al sole per qualche giorno, in genere è
sufficiente l’applicazione di creme a base di idrocortisone nel caso di eritema
intenso accompagnato da bruciore. È comunque preferibile non applicare localmente
prodotti contenenti antistaminici.
Nel caso di comparsa di sintomi di malessere quali cefalea, febbre, brividi, o di
bolle è consigliabile consultare un medico.