La radiazione solare

Caratteristiche generali

La radiazione solare che raggiunge il suolo terrestre è costituita da quella porzione delle onde elettromagnetiche emesse dal “reattore nucleare” Sole che riesce a penetrare l’atmosfera.

La radiazione solare è formata da luce visibile, cioè proprio quella che i nostri occhi percepiscono, e da luce non-visibile, costituita dai raggi infrarossi (IR) che noi avvertiamo come calore e da una certa quantità di raggi ultravioletti (UV), classificati in UVA ed UVB.

I raggi UV riescono a raggiungere solo in piccola parte il suolo ma sono responsabili di diverse reazioni fotochimiche particolarmente importanti per i tessuti della cute e dell'occhio.

Sono proprio i raggi UVA ed UVB che ad esempio provocano a livello cutaneo effetti come l’eritema solare, cioè l’arrossamento della pelle, che può diventare ustione nel caso di un’esposizione prolungata, e l’abbronzatura, cioè la produzione di melanina che costituisce uno dei mezzi di difesa a disposizione della nostra pelle nei confronti della radiazione UV.

Tipi di radiazione

La luce del sole non ci arriva solamente dal disco solare, ma anche dal cielo e dalle superfici a terra. Questo è vero in particolare per la radiazione ultravioletta.

La radiazione diffusa consiste nella radiazione solare che giunge a noi grazie alla diffusione nel cielo dei raggi provenienti dal disco solare per opera dell’aria.

Il cielo infatti non solo diffonde la luce blu che lo caratterizza, ma in modo ancora più marcato diffonde la radiazione UV che i nostri occhi non riescono a percepire.

In una giornata serena, circa il 50% della radiazione UV che giunge a noi ci arriva dal cielo e solo il restante 50% direttamente dal disco solare. Nelle giornate nuvolose la radiazione solare ci arriva interamente dal cielo.

La radiazione riflessa è invece la quantità di radiazione solare che ci raggiunge anche quando non siamo direttamente esposti ai raggi solari grazie alla riflessione della luce sulle superfici che ci circondano.

Questo è dovuto specialmente a superfici come la sabbia, l’acqua e, in modo particolare, la neve. Molte persone si sono scottate anche solo stando sotto l’ombrellone, ma essendo circondati da mare, sabbia chiara o neve.

Le nubi, essendo formate di vapore acqueo, assorbono in diversa misura la radiazione solare e la diffondono. Molte volte non percepiamo il calore perché le nuvole bloccano i raggi infrarossi, mentre i raggi UV (ultra-violetti), sebbene parzialmente attenuati, passano attraverso lo strato nuvoloso aggredendo la nostra pelle proprio quando ci sentiamo più al riparo.

L’indice UV fornito da HAPPYSUN ci aiuta a conoscere la reale intensità di UV in ogni situazione in cui ci esponiamo al sole.

Ozono ed UV

Oggi tutti sentiamo parlare del problema del buco nella fascia di ozono sopra l’Antartide.

Perché dunque è così importante?

Dal punto di vista dell’esposizione al sole, questa molecola composta da tre atomi di ossigeno, che è il risultato di complessi processi fotochimici che hanno luogo nella stratosfera, è fondamentale perché ha il potere di assorbire in particolare la radiazione UVC ed UVB, che altrimenti arriverebbe sulla superficie terrestre in quantità elevatissime.

Le fluttuazioni della quantità di ozono stratosferico sono divenute ad esempio importantissime in Argentina in quanto nella Terra del Fuoco si è negli ultimi anni registrato un notevole assottigliamento della fascia di ozono, con pericolose conseguenze sui rischi di tumore della pelle per la popolazione.

Che cos'è l'indice UV

Come è possibile avere una idea di quanto è intensa la radiazione UV che ci raggiunge e che è responsabile degli effetti più importanti per i tessuti biologici?

Negli ultimi anni l’organizzazione mondiale della sanità (WHO) insieme alla organizzazione mondiale per la meteorologia (WMO) hanno elaborato un parametro fisico denominato Indice UV (UV Index) che descrive il livello di radiazione solare UV al suolo efficace per indurre l’eritema nella cute umana ed altri processi fotochimici e fotobiologici.

La scala di valori parte da zero e può raggiungere valori massimi, alle nostre latitudini e d’estate, di circa 9 unità al livello del mare o 11 unità in alta montagna (vedi tabella).

Il potenziale danno per pelle e per gli occhi sale proporzionalmente all’indice UV e decresce invece il tempo di esposizione necessario affinché questo danno si verifichi.

In molti paesi l’indice UV viene fornito all’interno delle previsioni del tempo cosicché le persone che abbiano necessità di stare all’aperto possano tutelarsi dai danni provocati da un’eccessiva esposizione.

Per agevolare l’utilizzo dell’indice UV esiste uno standard internazionale che ha associato ai diversi valori un diverso colore che ne indica la pericolosità, come indicato in tabella.

HAPPYSUN segue lo stesso standard internazionale nel fornire tale indicazione.