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Innanzi tutto è bene osservare che:
a) non tutti i tumori cutanei sono indotti da esposizione a luce solare
b) sono facilmente diagnosticabili o sospettabili con una semplice visita dermatologica, con l’eventuale ausilio di un esame istologico.
c) alcuni di essi sono preceduti da lesioni precancerose che, individuate dal dermatologo, possono consentire una corretta prevenzione
d) quasi sempre è possibile il trattamento con guarigione completa nella quasi totalità dei casi.
D’altra parte è bene ricordare alcune evidenze che la scienza medica ha messo in luce negli ultimi anni.
Per i tumori cutanei non-melanoma come ad esempio il carcinoma, la massima probabilità di insorgenza ci ha per le parti
del corpo più frequentemente esposte ala luce del sole (volto, orecchie etc...) e questo implica evidentemente che
una esposizione alla radiazione solare ripetuta costituisce un fattore di rischio.
Si tratta comunque di casi legati ad una esposizione cronica alla
radiazione solare come quella di agricoltori o pescatori, ed in genere persone caratterizzate da un fototipo non mediterraneo.
Il melanoma maligno, che sebbene sia meno diffuso dei tumori non-melanoma, rappresenta la maggiore causa di morte da tumore
cutaneo. Un consistente numero di studi scientifici indica che oltre ad una predisposizione genetica, la radiazione UV rappresenta
anche in questo caso un importante fattore di rischio.
In particolare sembra che un intensa esposizione intermittente alla luce solare sia un importante fattore di rischio.
Il rischio aumenta al crescere del numero di scottature riportate nel corso della propria
vita e in particolare nell’età infantile o adolescenziale.
Per questo motivo la prevenzione da eritema sin dalla giovane età costituisce un importante mezzo di prevenzione del melanoma.
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